venerdì 19 aprile 2013

Auguri!!!

Bam5 MT2 - Lost (Dj Stile), B-Line 1995


       Giuseppe Gioachino Belli

      La vecchiaglia

   Boccetto[1] mio, già cche tu’ moje morze [2]
e vôi ’na stacca[3] pe siconna[4] moje;
si la prima da te poco ariccorze[5]
cuesta che piji mó cosa ariccojje?
              


     Tre cose all’omo vecchio Iddio je vorze [6]

fà cresce, e tre calà: trist’a chi cojje!
In primi e antonia[7] crescheno le voje
de fà er crestoso[8] e caleno le forze.
              
     Pe siconna partita de la lista,
sor Giammatista[9] mio, c’è lo strapazzo
de cresce er naso e de calà la vista:
              
     e pell’urtima buggera der mazzo,
(e questa fa pe voi, sor Giammatista)
crescheno li cojoni e cala er cazzo.


Roma, 11 febbraio 1832 

Note

  1.  Vecchietto.
  2.  Morì.
  3.  Grande e forte giovane.
  4.  Seconda.
  5.  Raccolse.
  6.  Volle.
  7.  In primis et ante omnia.
  8.  Bizzarro.
  9.  Giambattista.

giovedì 18 aprile 2013

domenica 14 aprile 2013

Crisi d'identità

Dottor Verga o Dottor Merda?

Frontalino Poison NCL del 2010 sfregiato in due tempi dal Dottore. Linea B, 2012.


sabato 13 aprile 2013

Cina TRV - La Rivolta dei Vandali


 

Testo:

"Colori Notturni Clandestini indipendenti urbani, Rabbiosi Segni Metropolitani,
BK38, poi ETC, Koma Hestro Aser Heko e CiofT,
e ancora prima di noi RTR e LTA, spaccavano questa città più di dieci anni fà,
Crash Kid, Io Ice, Clown, Cromo e Deb-One, gente che ha spinto sempre per portare in alto il nome,
King Giaime, Kraze, Tuff e TRV, ZTK e TUW,
la storia stà scritta sui muri non la togli più, milioni di vagoni anche se non girano più,
sono tracce indelebili del nostro passaggio, bombare sempre dappertutto il nostro messagio,
oggi come ieri, vandali-guerrieri, e stà al tuo posto se oggi scrivi ma non c'eri!
La storia stà scritta sui muri non la togli più, colate di cemento non ci butteranno giù,
E' la Rivolta dei Vandali, è la Rivolta dei Vandali!
La storia stà scritta sui muri non la togli più, colate di cemento non ci butteranno giù, 
E' la Rivolta dei Vandali, è la Rivolta dei Vandali!"

Cina TRV

dal mixtape "SKILLS NELLE MANI vol.1" (2001) di Fester Tarantino.

Tag di Tuff e Kraze TRV, Trastevere(?) 1995.
Throwup DE! di DebOne MT2, tag di Manjar e Tekne NSB. Stazione Garbatella, linea B. 1995.
Linea 64 diretto a Termini di passaggio a Largo Argentina, 1998.
Tag China del 1995 sbiadito e fotografato nel 2012



venerdì 12 aprile 2013

Destroy & Rebuild part 3 (Iemz - Deep Masito, QRP)

Casetta alla fine di Viale George Washington, alle porte di Piazzale Flaminio, storico ritrovo della scena Hip Hop romana. Mack di MC Giaime (R.I.P.), QuickE, Grandi Numeri, e Duke (Tuff), primi anni '90.
...passato il periodo del Flaminio stavamo in comitiva al cinema Reale di viale Trastevere, al bar S. Calisto e anni dopo a Campo de' Fiori; l’attività principale era fumare ciloom, fare sketch e dipingere. Fumavamo tutto il giorno e oltre ad essere il tanto temuto Rome Zoo eravamo anche la “Controcollina”, alternativa del mega gruppo freak di Villa Pamphili.

Ex-capolinea dei bus 60 e 63 di Piazza Sonnino di fronte al cinema Reale, ora area pedonale. Cabina dell' ATAC con tag di Joe, Tuff, e Koma TRV, Jety (Masito), Chico ZTK, Uatl, Toe, Smoke. 1996.

Armandino (R.I.P.), storico e leggendario personaggio del bar S.Calisto e di Trastevere, fumatore professionista di canne, metà anni 90.
Ognuno di noi aveva il proprio ciloom con rispettivo nome, a volte andavamo a comprarli a Bologna da Alverman e li portavamo sempre in tasca ovunque andavamo. I miei erano Moschea e Blanco21, poi c’era il leggendario Clava di Gentleman, Twentin di Tuff, Pollicicchio, Cobra etc etc. Quando se ne rompeva uno era una tragedia, la notizia del giorno. Fumavamo e facevamo sketch minuscoli elaboratissimi insieme a Sugo detto “Lo Straniero” su foglietti o scontrini che ci trovavamo in tasca. Stavamo in fissa per i wildstyle a stecche, gli attacchi infiniti tra le lettere, le frecce e i bubbles (le stesse cose che ci piacciono ancora oggi). 

Grandi Numeri (Cor Veleno) in alto a sinistra, Danno e Masito (Colle Der Fomento) in basso, 90's.
La fame chimica, unita alla “fame per gli attacchi delle lettere” dominava le nostre giornate; come in un video giravo per Roma con la musica negli auricolari a palla, disegnando nell’aria lettere con la mente, trasportato da un bus notturno pieno di attori e comparse della capitale “by night”. Era il periodo dei rave illegali, dei primi trip Super Mario e delle pasticche, ma io non gradivo e fumavo solamente ciloom appena potevo. Avevamo un linguaggio personalizzato, un fischio tutto nostro per ritrovarci nelle serate affollate o nei locali, randagi e selvaggi come cani di strada. Un periodo facevamo base a casa di Tuff a Trastevere, la chiamavano “Il Quartiere“ e uscivamo solo per “acquistare” o la notte per tornare a casa col bus notturno. Conoscevamo ogni bus di Roma e taggavamo ovunque; certe sere finivo 3-4 posca a forza di scrivere prima di tornare a casa, lasciando una traccia visibile del percorso che facevo. Ancora non era esplosa la mania del Nero d’Inferno quindi i tags a marker erano spesso fatti a Posca, Pilot o Edding, molto colorati e piccoli senza drips. Cercavo la plastica e il metallo per scrivere a tempera sul liscio ma a Roma, dove tutto è pietra e marmo, non era per niente facile trovarli; eppure riuscivamo comunque a scrivere sui pannelli neri delle banche, sui secchioni della spazzatura verdi e ancora pali, panchine, semafori e cabine telefoniche.

Ponte Garibaldi, 1997.
In fattanza si scriveva bene, eravamo concentrati e dava una bella soddisfazione sentire la città nostra; il marker era lo strumento che preferivo, veloce e netto, e a differenza degli spray non faceva ne’odore ne’ tantomeno rumore, quindi sul bus potevi scrivere sotto il naso della gente senza che se ne accorgessero, era una sfida con noi stessi. 
A me piacciono i tags rifiniti, le cose fatte di fretta soddisfano solo al momento perché “strappi l’attimo”, ma il giorno dopo quello che vedono gli altri e’ solo un tag storto e fatto male; preferisco farne di meno ma con cura, piuttosto che lasciare scritte scolorite di pennarelli quasi finiti . Il tag è tutto per me, è l’essenza dei graffiti; dal tag vedi lo stile della persona, la fantasia, il carattere, la sintesi. Ho conosciuto gente famosa a dipingere ma con tag pessimi: su un muro colorato a spray te la puoi imbastire tagliando le linee e correggendo, ma col segno “one line” si vede tutto, si vede veramente chi sei, se il tag tuo “pesa” ti riconoscono tutti, sei te, basta un occhiata e sanno chi è stato. Come in “The Warriors” mettevamo il nostro marchio ovunque andavamo, a volte stavamo tutta la sera in un posto e se il giorno dopo passavi di lì te ne accorgevi che c’eravamo stati. 

Lavagna di uno dei mille vicoli di Trastevere con tag a pennarello e a spray di molti personaggi dell'epoca. Metà anni '90.
Portone a Via della Lungaretta (Trastevere) fotografato nel 2012. Presenti numerose firme fatte dalla metà degli anni '90 ad oggi e mai cancellate: Reig, Pane, Vare, Iems, Lash, Nat, Code, Wies, Fat, Chicoria, JN, Panda, Hone, Mez.

Passavano veloci le giornate in una Roma ancora vivibile, spensierati quanto basta, passando da un’occupazione di una scuola all’altra: Caravillani, Tasso, Mamiani e Ripetta le scuole dove ci siamo fatti una reputazione (pessima) e soprattutto dove eravamo imbucati e nessuno di noi era iscritto. Al Caravillani ci eravamo impossessati dell’aula 13 con relative chiavi: era un' occupazione dell’occupazione! Stavamo quasi tutto il giorno lì a disegnare e cazzeggiare permettendo l’entrata solo a chi dicevamo noi. 
Per quasi un mese ce la siamo spassata ma, come spesso accadeva, ci cacciarono e abbiamo dovuto trovare un posto nuovo. 

Foto di alcuni vagoni dipinti in quel periodo. Occupazione di qualche scuola, 1996.

Iems, e Sugo TRV detto "Lo Straniero" sulla linea Nord, che fà capolinea a piazzale Flaminio, 1998.

Spesso la sera portavamo qualche straniero a conoscere le nostre yards, qualche spray “rimediato” durante il giorno era il pretesto per mettere in pratica le ore di sketch. Gli stranieri, per lo più nord europei, erano “composti e tattici”, avevano un’attitudine e una mentalità più strategica e seria rispetto ai graffiti, ma guardavano con interesse il nostro modo di fare rustico e selvaggio e alla fine li conquistavamo.
Dopo qualche giorno insieme erano sempre più italiani/romani e sempre meno stranieri, era una simbiosi. Una sera siamo andati a dipingere con Mellie (MSN-WOW) dall' Olanda a Nuovo Salario, prima di andare siamo stati tutta la sera a fumare a Campo De' Fiori ma Mellie rifiutava ogni joint e a noi sembrava strano che un Olandese non fumasse. Arrivammo in yard coi motorini, io avevo un Ciao rosso sgangherato e dopo un giro di ispezione cominciammo a dipingere. Buio totale, mentre io faticavo a trovare le linee sulla lamiera del treno, Mellie stava già al secondo pezzo colorato e procedeva rapido col suo lavoro. 

"Welcome to the Rome Zoo", JetOne di Masito su un treno FS, 1995.

Mellie MSN/WOW dall' Olanda su un treno FS, 1995.
Mellie in yard metteva un cappello a campana giallo molto appariscente, era una tecnica sua; se qualcuno ci beccava a scrivere se lo toglieva e lo buttava così chi aveva notato solo il cappello non lo riconosceva e poteva fingersi un innocente che passava di lì… in pratica quel cappello catturava così tanto l’attenzione che non notavano nessun altro particolare di lui e togliendoselo era irriconoscibile e totalmente anonimo…un genio! Dopo aver dipinto Mellie e’ venuto da me e mi ha chiesto di fumare; fumava (quindi era dei nostri!), evitava di farlo prima di dipingere per non allentare i riflessi ed essere reattivo per qualsiasi imprevisto, dato che in nord Europa le yard erano molto più hardcore e dovevi essere pronto a tutto. Imparavamo uno dall’altro e rubavamo con gli occhi. In quegli anni le contaminazioni con l’estero miglioravano le nostre tecniche di sopravvivenza, non solo lo stile delle lettere e noi: crescevamo.

Iemz - Deep Masito, Quiet Riot Posse / Colle der Fomento / Rome Zoo 





English:

Mack piece by MC Giaime (R.I.P), QuickE, Grandi Numeri, and Duke (Tuff) at Piazzale Flaminio, historical hangout for the Roman HipHop scene. Early 90's.
...once the Flaminio period was over, we'd hang out at the Reale cinema on viale Trastevere, at the S. Calisto bar, and years later at Campo de' Fiori; our main activity was smoking cylums, drawing sketches, and painting. We'd smoke all day long, and apart from being the infamous Rome Zoo we were also the "Controcollina" posse, as opposed to the mega group of freaks at the Villa Pamphili park. 

The ex-endstop of bus lines 60 and 63 at Piazza Sonnino. Tags by Joe, Tuff, and Koma TRV, Jety (Masito), Chico ZTK, Uatl, Toe, and Smoke. 1996.

Armandino, historical and legendary character form the Trastevere neighborhood and S.Calisto bar. 90's
Each one of us had his own cylum with its own distinctive name. Every now and again we'd travel to the city of Bologna to buy them from Alverman, and we'd bring them with us everywhere we went. My cylums were called Moschea and Blanco 21, then there was Gentleman's legendary Clava, Tuff's Twentin, and Pollicicchio, Cobra, and so on. If one broke it was a tragedy, it became the news of the day. We smoked and drew tiny elaborated sketches on receipts or tiny pieces of paper we found in our pockets together with Sugo also known as "The Stranger". We were obsessed with wildstyles, infinite connections between letters, arrows and bubbles (pretty much the same things we're still obsessed with today).

Grandi Numeri (Cor Veleno), Danno and Masito (Colle Der Fomento), 90's.
The munchies, together with our "hunger for letter connections" dominated our days; as if in a music video, I wandered around Rome with music playing loudly in my headphones, drawing letters in the air with my mind, transported through the city by a night bus crammed with Rome-by-night's actors and extras. It was the period of illegal rave parties, the first Super Mario trips and pills, but I didn't enjoy them and just smoked my cylum whenever I could. We had our own language, our own whistle in order to recognize each other in crowded places and clubs. We were stray and savage like street-dogs. There was a period when we met up at Tuff's house which we called "The neighborhood", and we'd leave just to go make "purchases" or to take a night bus home. We knew every single bus route in Rome and we tagged everywhere; some nights I'd finish 3 or 4 posca markers before going back home, leaving a visible trace of the route I'd taken. Leather dye still wasn't widespread so tags were often done using Poscas, Pilots, or Eddings; very small, colorful, and without drips. I'd look for smooth plastic and metal surfaces to write on with poster paint, but in Rome, where everything is stone and marble, it wasn't an easy task; and yet we found black panels on banks, green trash cans, lampposts, benches, traffic lights, telephone booths and more to write our names on. 

Garibaldi bridge, 1997.
It was a good feeling to write when we were stoned, we were concentrated, and it gave us great satisfaction to feel the city as ours; the marker was the tool I preferred, fast and clean, and unlike spraycans it made no smell or noise, so this meant that on buses you could write right under people's noses without them noticing. It was a challenge with ourselves.
I like refined tags, things done in a hurry satisfy you only at the moment, and the next day what others see is just a crooked, badly executed tag; I prefer to do less but do them better, than to leave half-faded tags of nearly empty markers. The tag means everything to me, it is the essence of graffiti; from the tag you can see a person's style, his imagination, character, and overall personality. I've met writers that were famous for painting but that had awful tags: on a colorful wall with many cans you can deceive by cutting lines and correcting, but with just one line you can see everything, you can really see who you are, if your tag is "relevant" everybody recognizes you, it's you, just one glance and people know who did it. Just like in the film "The Warriors" we left our mark everywhere we went, sometimes we'd spend an entire evening in one place and if the next day you happened to pass by there you'd notice we had been there.

One of the many alleys in the Trastevere neighborhood. 1996.


Days would go by quickly in a still highly-liveable city, we were carefree, moving from one school-occupation to another: Caravillani, Tasso, Mamiani, and Ripetta were the schools we constantly sneaked into and that none of us attended, and where we gained a (terrible) reputation. At the Caravillani school we had taken possession of Classroom N°13 and its keys: it was an occupation within an occupation! We spent whole days there drawing and chilling, allowing the entrance only to the people we wanted.
For nearly one month we had a ball, but as often happened, we got kicked out and were forced to find another place. 

Photos of trains painted during the period of occupied schools, 1996.
Iems, and Sugo TRV also known as "The Stranger", North line, 1998.
At night we often brought some foreigner to visit our yards, and the spraypaint we "racked" during the day was an excuse to put to practice the many hours spent sketching. The foreigners, for the most part North Europeans, were "composed and tactical", and had a more serious and strategic attitude towards graffiti, but were attracted by our raw and savage way of doing things, and in the end we would win them over. 
After a few days spent together they became more Italian/Roman and less foreign, it was a symbiosis. One night we went painting at the Nuovo Salario yard with Mellie (MSN-WOW) from Holland. We spent the whole evening smoking at Campo de' Fiori but Mellie declined every joint, and we found it strange that a dutchman would refuse to smoke. We got to the yard with our scooters, I had an old red Ciao and after a few checks we started painting: complete darkness, while I found it difficult to find my lines on the surface of the train, Mellie was already doing his second colored piece and painted quickly. 

JetOne by Iems/Masito, FS train, 1995.
Mellie MSN/WOW from Holland on an FS train, 1995.
In the yard, Mellie would wear a flashy yellow fisherman's hat, this was his technique; if he was seen painting, he would throw it away so those who noticed the yellow hat would not recognize him without it, and he could just pretend to be a passerby... that hat captured your attention so much that one wouldn't notice any other detail of him, and by throwing it away he would be unrecognizable and anonymous... what a genius! After having finished painting Mellie came over to me and asked me to smoke; so he did smoke (he was one of us!), he just avoided smoking before painting so as not to slow down his senses and be reactive during any unexpected situation, since yards in northern Europe were much more hardcore and you had to be ready for anything. We all learned from each other. During those years contamination from foreign countries perfected our survival techniques, not just the style of our letters, and we matured.

Iemz- Deep Masito, Quiet Riot Posse / Colle der Fomento / Rome Zoo  

 
 

giovedì 11 aprile 2013

Profezia Autoavverante

 
"Non resisteremo a lungo a colpi di rifiuti, cartacce, e pennarelli," ed il tag TRV non fà che confermare il pessimismo dell'ATAC e del Comune di Roma nella gestione del decoro urbano. Vettura N°4808, via Ostiense, 1997.